Quando si trova in scena, coi riflettori accesi, il pagliaccio volteggia nel cielo, compie spericolate acrobazie camminando sulle soffici nuvole tra sbuffi di vento, saldamente legato con solide imbragature di sicurezza.
Ma alla fine dello spettacolo, allo spegnersi dei riflettori, tolte le imbragature, il pagliaccio senza appigli scivola giù, le nuvole non lo reggono più, e cade.
Ho pensato di volare,
convinto di essere in cielo
mi son visto a giocare
volteggiando tra i flutti.
Ma non so volare
le nuvole non mi reggono
è stato doloroso
l’impatto con la terra.
Mi son trovato incosciente,
col peso del cielo caduto,
la testa in aria
i pensieri dissolti.
Ho provato a camminare,
ma la terra mi respinge
solchi di fuoco nelle membra
getti di lava nel cuore.
Ho provato a saltare
ma il vento mi ha sferzato
il suo soffio mi ha deviato
e sono ancora a terra.
Ho provato a nuotare,
ma l’acqua mi ha tirato giù
tra le alghe e il fango
nel buio della soltudine.
Ho provato a respirare,
un sorriso, son contento
finalmente arrivato
finalmente sono a fondo.
Ho provato a volare,
ma ero pesante
non sono fatto per volare
sono fatto per cadere.
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