Mistero sotterraneo, strane caverne sotto i boschi…

Questa è una mia esperienza personale di qualche giorno fa.

Vagando per i boschi delle mie zone con sfabix e la mia fida proserpina (aka macchina fotografica) in cerca di ispirazioni naturalistiche o eventuali reperti di archeologia industriale da fotografare, ci imbattiamo in una piccola apertura verticale fra due rocce, che pare inoltrarsi un pezzetto in profondità e cattura la nostra attenzione.

In realtà dalle nostre parti non sono rare grotte e piccole caverne, spesso se ne trovano di mai viste, e per questo motivo avevamo con noi una torcia, molto utile in questi casi.

Il problema è che normalmente queste grotte o caverne si trovano normalmente lungo torrenti fra le rocce scavate dall’acqua, in spettacolari scenari naturali, creando insenature e pozze, ma senza estendersi oltre l’anfratto creato appunto dagli agenti naturali.

In questo caso invece ci siamo trovati davanti ad uno scenario totalmente diverso!

L’apertura della caverna era stretta ma allungata, in larghezza ci passava a stento una persona (magra), mentre era molto alta, oltre i due metri. All’interno il buio totale che avvolgeva l’ambiente quasi da subito, faceva presagire una possibile estensione in profondità dell’anfratto, ma una volta accesa la torcia…

…bè, da non crederci, uno spettacolo fantastico e in qualche modo inquietante allo stesso tempo! La caverna appariva assolutamente ben lavorata, si estendeva in profondità ed era stretta alle estremità, allargandosi centralmente, formando una strana pancia. Ripeto che la lavorazione di quella pietra lasciava senza fiato.

Ripresici dall’iniziale sensazione di smarrimento provata, abbiamo cominciato a procedere.

All’ingresso c’erano alcuni segni, un foglietto illeggibile attaccato con due chiodi in un’insenatura ed in una rientranza una pala che poteva essere li da decenni. Poi man mano che ci inoltravamo, i segni umani diminuivano, e lo stupore aumentava vertiginosamente.

La caverna pareva infinita, dava l’impressione di poter andare fino al centro della Terra.

Ad un certo punto il cunicolo principale giungeva ad un incrocio. La cosa pazzesca è che i cunicoli secondari, alcuni percorribili a piedi, altri solo strisciando, di dipanavano in ogni direzione, destra, sinistra, sopra, sotto! Da ogni direzione! Pazzesco!

Passato il primo incrocio il cunicolo continuava senza sosta, e nel contempo altri cunicoli in ogni direzione si congiungevano col principale.

Il groviglio di strade era tale da far nascere in due persone che di speleologia sanno poco come noi una certa paura di potersi perdere all’interno della montagna!

La cosa veramente pazzesca del posto era che la lavorazione dei cuniculi assolutamente geometrica e curatissima, anche per cunicoli strettissimi dove un uomo FORSE potrebbe passarci a difficoltà strisciando!

Ma il posto non aveva il minimo segno di presenza umana, dopo l’ingresso. Nessun genere di attacchi per luci o torce, o segni evidenti, indicazioni tra i cunicoli o altro, solo una selva di strade intrecciate nel cuore della montagna con passaggi lavorati degni di un palazzo antico!

A questo punto, presi dall’eccitazione, ma anche da un senso d’inquietudine sempre più oppressivo, abbiamo fatto marcia indietro e siamo tornati sui nostri passi, facendo qualche foto lungo la strada.

Ad ora non so spiegarmi che tipo di posto possa essere quello, e già nel momento in cui ero uscito, una strana sensazione si era insinuata in noi… da una parte eravamo rassicurati dal fatto di essere tornati alla luce del sole, dall’altra quel posto misterioso, con quell’aria fredda e salubre, con quei cunicoli lavorati e avvolgenti, esercitava già un fascino misterioso su noi che quasi volevamo subito tornar dentro per andare più avanti, più in fondo… ma per quella giornata andava bene così…

Nel contempo posto questa esperienza perchè immagino possa essere interessante, ma non dico dove si trovi esattamente il posto per evitare che possa essere raggiunto da chiunque, preferisco preservare l’abbandono e la selvaticità della caverna misteriosa, finemente lavorata con rocce dai riflessi turchesi…

1 Commento/i

  1. Veramente una visita inquietante…. nelle viscere della terra, a contatto con quanto di più naturale e primordiale possibile, eppure percepivamo perfettamente la presenza della mano dell’uomo (siamo sicuri?! qui si apre un altro dilemma, anche in merito alle presunte teorie sulle caverne dei rettiliani…), che leviga la natura in un ennedimo, disperato tentativo di controllo…


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