Milano, Stazione Centrale. 12 Settembre 2008
Quando vide la sua infima cuccetta, il viaggiatore ebbe un tumulto, pensando che forse quello non era esattamente il tanto agognato TGV che pensava di aver prenotato… in effetti anche l’esterno del treno in questione lasciava pochi dubbi, e la viaggiatrice ben più adattata alla situazione già dormiva mentre lui si rannicchiava rimanendo con un occhio aperto come i gatti.
Parigi. 13 Settembre 2008
Cosa potrebbe esserci di meglio per due viaggiatori dallo spirito bohemien di trovarsi a Montmartre in un hotel fatiscente, col rischio del crollo imminente a riscaldare di continuo l’atmosfera di una situazione già di per sè calda nonostante la temperatura atmosferica?
Già colmi di immarcescibile gioia i viaggiatori trovandosi di fronte alla facciata dell’inestimabile Hotel Nation di Montmartre mai avrebbero immaginato che la realtà avrebbe infinitamente superato le loro più estreme fantasie una volta entrati là dentro…
Alla reception Mohamed li aspettava con ansia malcelata, nonappena essi furono entrati vi fu gran festa, risuonarono di gioia anche i controsoffiti in compensato che già di loro a fatica contenevano lo tsunami di fili, cavi e cavetti elettrici che spuntavano come serpenti da ogni dove. Pure Mustapha che ci stava lavorando sopra, o per meglio dire sotto, per poco non cadde dal suo incerto sgabello.
Mohammed prodigo di consigli cullò i viaggiatori per circa mezzora raccontando storie sulle bellezzze di Parigi e i servizi offerti ai turisti, mentre i viaggiatori ancora schoccati dal primo contatto con quell’imond…ehm… fantastico posto, decisamente non capivano niente, ma si riebbero eccome subito dopo, rendendosi conto che per giungere sani e salvi alla loro stanza al quarto piano bisognava essere molto ben presenti a se stessi per evitare l’intrico di fili elettrici, cavi elettrici, cavini eletrici, cavetti elettrici, tubi elettrici, prese elettriche a vista, scatole elettriche aperte, spaccate, sventrate e quant’altro si frapponesse fra loro e l’arrivo sani e salvi alla loro agognata stanza.
Cosa dire, una volta giunti finalmente alla room 420 (?) erano troppo elettrizzati i viaggiatori per accorgersi del mezzo dito di polvere sui comodini, dei cessi piazzati uno per piano a metà scala larghi 30 centimetri con modalità di accensione luci ancora ai più ignota e per la presunta mancanza della doccia… Troppo bohemien la situazione.
E così fu che i viaggiatori fecero ampi giri, partendo da montmartre, vedendo il sacre coeur, mangiando crepes, passando per ile de la citè, Notre Dame e la sua cripta, giungendo infine a cenare a La coupole, locale famoso e rinomato a Montparnasse, ove ebbero il loro contatto ravvcinato con voraci ostriche assassine, sedutesi al loro fianco.
Per i viaggiatori però ancora doveva realizzarsi un vero viaggio nel viaggio, ovvero la visita all’infinito, indescrivibile, enorme museo del Louvre… Entrambi costernati da tutto ciò che li circondava arrancando tra arte egizia, sumera, greca, tra magnifici sarcofagi e codici assiri, dopo una lunga giornata giunsero infine all’agognata cena, in un caratteristico laocale in ile de la citè caratterizzato da un padrone immensamente insopportabile, una testa di cinghiale dalla grandezza spropositata piazzata proprio sopra il loro tavolo, e la vera e propria scoperta del viaggio, ad opera dell’indomita viaggiatrice: La French SOUP a l’onion, che in seguito sarebbe diventata la pietanza sulla quale i viaggiatori avrebbero fatto riferimento quando non sapevan cosa ingollare, in particolare il viaggiatore a cui bastò un solo cucchiaio quella sera per diventarne un maniacale schizzato estimatore.
Bruxelles. 15 Settembre
Dopo un viaggio in Thalys con biglietto ultrasessantenni furbamente acquistato giocando sulla difficoltà di realizzare a prima vista la loro età anagrafica, i viaggatori giunsero a bruxelles, ove trovare hotel risultò difficile e reduci dall’indimenticabile esperienza del Nation, difficile sarebbe stato il confronto per qualunque loco abitativo adibito all’accoglienza di estranei viaggiatori.
Sleewell fu la scelta, hostello dei più classici, da poco adibito anche a hotel, con camere pulite, collegamento internet e chiavi magnetiche… una noia…
Bruxelles ebbe a darsi in tutta la sua piccola ma ben racchiusa magnificenza, ben esemplificata palla piazza principale, Grand Place, sede un tempo dei palazzi delle gilde, oggi tutti rifatti ma sempre pieni di fascino, come del tutto privo di ogni genere di fascino è il piccolo Manneken Pis… indegna attrattiva turistica, se almeno ogni tanto lo spruzzo fosse indirizzato ad una pressione simile agli idranti dei pompieri inondando la piazza e i turisti, allora si che sarebbe interessante… io avanzo la proposta….
Altre attrattive naturalmente i fumetti e i murales, la cioccolata, ma soprattutto i viaggiatori ebbero modo di provare varie birre, anche se la vera Grande birra sarebbe stata in realtà scoperta in un’altra piccola cittadina belga più in là nel viaggio.
Dopo una ampia e ottima cena a ‘Tkelderke in piena piazza senza neanche spendere tanto i viaggiatori ebbero a passare il giorno seguente al Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique… Puah… Strane fonti non meglio precisate dicono che in questo posto ci sia una intera stanza dedicata a Hyeronimous Bosch… ebbene, vi avviso che anche a casa mia mia, avendo una stampa del suddetto, è presente una intera stanza dedicata all’artista in questione, quindi chiunque volesse venire a vedere la mia intera stanza dedicata a Bosch si accomodi (dietro pagamento di 9 neutri). Per il resto i viaggiaori videro tanti bei quadri, imopararono ad odiare il Rubens, e ad apprezzare sempre di più il mistico Jacob Jordaens. Ma di bosch neanche l’ombra. E non parliamo dell’atmosfera stilosa del luogo, pollice riverso in una pozza di sangue.
16-17 Settembre. Anversa
Seconda grande scoperta del viaggio per il viaggiatore incredulo: LA VASCA DA BAGNO!!!
Che altro, Anversa capitale della moda belga, è anche una città ricca storia e di storie (da citare quella del gigante Druon Antigon, da cui è tratto il nome della città), con posticini assolutamente da godere (‘t elfde gebod, stralunato!) e dove rilassarsi, magari facendosi un bel bagnetto nelle belle stanze dell’Hotel Billard Palace, godendo pensando al prezzo davvero conveniente.
ultima lunga tappa, AMSTERDAM
OK, si dissero i viaggiatori, siamo ad Amsterdam. Ora che facciamo?
Bè che dire, essi si risposero con estrema naturalezza vivendosi la città e lasciandosi trasportare dal suo spirito, dagli spetacoli improvvisati in piazza Dam, dai canali, dai negozi di funghi, di Vero assenzio, dal quartiere a luci rosse.
Dalla Easyjet che ti cancella il volo di ritorno rimandandotelo di due giorni spedendoti la prima notte a dormire nell’Hotel Dorint a 4 stelle (megalitica costruzione di status in cui i viaggiatori hanno sguazzato e attinto a piene mani, in particolare a self cena e self colazione). E la seconda notte… all’aeroporto.
Ma per gli impavidi viaggiatori il viaggio era quasi terminato, e l’ultimo colpo di coda bohemien del mai domo viaggiatore fu di prendersi un inenarrabile raffreddore attaccandolo anche alla viaggiatrice condividendo così anche la gioia bohemien del disfacimento fisico di fine viaggio.
ahhhhh….
Have a nice Trip